Mom

Questa generazione, la mia generazione ha un enorme problema: non ha tempo.

Sin da piccoli siamo stati abituati a vivere giornate talmente intense da arrivare la sera distrutti; la scuola, lo sport, i compiti, una cosa dietro l’altra senza avere il tempo di goderci realmente niente.
E ora a distanza di tempo, con qualche anno in più e un po’ di energia in meno la situazione non è poi cambiata molto. Corriamo sempre e ovunque, incastriamo mille impegni, mille persone, nel tentativo di permettere a tutti di far parte della nostra vita, senza renderci conto che rischiamo di lasciare fuori i pezzi più importanti.

Per esempio la santa donna che ci ha cresciuti, che ha sopportato per nove mesi i nostri calcetti (segno che le avremo rotto le palle a vita). Lei che ha pianto e riso con noi e per noi, che ci ha fatto le codine tutte le mattine per cinque anni e ci ha insegnato ad allacciare le scarpe e a rispondere a tono (“sii sempre educata”).

A volte non abbiamo tempo per l’unica per la quale il tempo non dovrebbe mai mancare, per lei che ci ha insegnato a essere donne, che ci ha accolte nel suo caldo abbraccio dopo un brutto sogno, un ginocchio sbucciato o un altro pezzo di cuore infranto.

64a7a8f21946b84419291e024eebf6f6.jpg

A mia madre, che ha gioito, pianto, urlato, insultato, scherzato, cucinato, ripulito il casino fatto (in tutti i sensi) e discusso con me, più di quanto abbiano fatto tutti gli altri.

Quindi grazie mamma.

Grazie per quella volta in prima media, quando la professoressa di inglese mi ha umiliata davanti a tutti e tu mi hai portata al sicuro insultandola, ma sempre con classe.
Grazie per quegli anni passati in solitudine, insieme.
Grazie per avermi abbracciata quando sentivo di essere sola al mondo, per avermi fatto capire che non sarò mai sola fino a quando ci sarai tu.
Grazie per avermi ceduto l’ultima fetta di torta e dopo un po’ anche la tua maglietta preferita.

Grazie perché io do a te un terzo di quello che tu dai a me, non ti ringrazio mai e ripeto
Si mamma, stasera torno presto” ma nessuna delle due ci crede sul serio.

Grazie perchè so che tu ci sei anche di notte, anche durante i periodi di sclere assoluto.

e7d5c12ee3c2ea00d9717df08f1325f7.jpg

E scusa, scusa per tutte le volte in cui ti ho mentito, presa in giro e mandata a fanculo a denti stretti ( e per tutte le volte in cui lo farò in futuro).

Grazie mamma.

Grazie, grazie, grazie ancora, perché tu mi hai insegnato che essere donna vuol dire farsi valere e non solo saper fare i biscotti (anche se in quel caso sarei dovuta nascere uomo); mi hai insegnato ad essere forte il doppio e mi hai spiegato le priorità  della vita.

Quindi grazie mamma per aver dato il meglio di te nella tua opera più grande: me.

P.S. Spero di non deluderti mai.

 

 

Per voi

Questo è per voi, per tutti voi.
E’ per te che mi hai fatto innamorare la prima volta, almeno lo pensavo o ci credevo. E sembrava che ci credessi anche tu, a quell’innamoramento fulmineo che hai dimenticato presto, a quanto pare.

E’ per te che mi hai illusa che fosse possibile creare qualcosa mentre ne illudevi altre.
Per te che mi hai dato della pazza solo perchè non la pensavo come te, o che mi prendevi in giro davanti ai nostri “amici” quando portavo avanti una mia idea, a te che non hai mia avuto le palle di esporla una tua idea (chissà perchè).

Questo è per te che mi hai mollata nel momento in cui avevo più di bisogno, non di qualcuno, ma di te, accanto a me. E poi sei tornato con una scusa talmente di merda che avresti fatto prima a trasferirti in Perù.

Questo è per te, che volevi cambiarmi. Ma mi hai vista? Ma ti sembra?
Per te che hai sempre messo i tuoi bisogni prima dei miei, le tue priorità prima delle mie, il tuo futuro prima del mio.

E’ per te che mi dicevi “Non mi fido” e poi in quanto a corna potrei fare a gara con un alce (vincerei io, le mie sono più belle).
Per te che hai voluto chiudere con me perchè “Nessuno mi lascia”, ma chi sei? Ti ricordo che Angelina Jolie ha lasciato Brad Pitt ciccio.
A te che hai fatto allontanare tutti i miei “amici” e mi hai isolata, complimenti ragazzo.

4ef57687eecfca3bcbc6139dcff5e0c0.jpg

E’ anche per te che eri mio amico, e poi non lo sei più stato.

E’ per te che mi sei stato accanto, e io ti ho chiuso la porta credendo fossi come tutti gli altri.

cadd76cf12daa3154e55a667b9e9812d.jpg

Questo è per te, che nonostante ti abbia trattato di merda sei rimasto, nonostante abbia fatto cose che neanche io mi sono perdonata, sei rimasto qui, vicino a me, sempre.

Questo è per te che mi sei accanto da quanto? Probabilmente definirlo “una vita” è riduttivo. Per te che c’eri anche quando non c’eri, nei periodi più bui e di luce, eri lì. Un messaggio, una chiamata, un abbraccio, un litigio, un mal di pancia o una brioche con il gelato, c’eri tu lì con me.

E’ anche per te che hai ribaltato la mia vita senza se e senza ma, sei entrato come un uragano e ti prego di non uscirne mai, perchè per la prima, vera, fottuta volta non voglio.

 

Sei tu

È che sei tu, e quando si parla di te per me niente ha più senso. Come quando da piccolo ti portavano a prendere il gelato, non appena ti davano quel bel cono al cioccolato tu dimenticavi la ferita al ginocchio, la stanchezza, le paure. E per me tu sei così, sei quel gelato che mi fa dimenticare per un po’ degli esami, dell’ansia, degli stronzi che ci sono in giro. 

Quindi per favore resta. Ho bisogno del mio gelato per andare avanti adesso.

Che sia benedetta

La domenica: quel giorno magico in cui non hai niente per la testa.

Sono sul divano in modalità ameba dalle undici di questa mattina e non ho assolutamente intenzione di alzarmi, neanche per scherzo, neanche per sbaglio.
Da tre ore fisso lo smalto rovinato sulle unghie delle mani e penso che forse dovrei andare a toglierlo ma non ho la forza psicologica.

200.gif

Che poi, è anche normale che non abbia voglia di far nulla dopo una settimana durante la quale sto a casa praticamente due ore al giorno, o se ci sono sono sui libri.
Sei giorni su sette alzarsi presto e non avere neanche il tempo di fare colazione, uscire, stare fuori casa almeno fino alle tre, poi finire di pranzare alle quattro e avere tutto il pomeriggio impegnato senza un attimo da dedicare a qualcosa di piacevole o rilassante. Ormai sono talmente dentro questo ritmo frenetico che la mattina mi sveglio prima che suoni la sveglia convinta di non averla sentita e di essere in ritardo. Tutto questo non è normale. 

Ma sono periodi, passeranno, giusto?
Arriverà il giorno in cui mi sveglierò e il mio unico pensiero sarà cosa mangiare a colazione, farò la doccia e non programmerò il resto della giornata e andrò a letto stanca ma non distrutta.
Magari potrei anche uscire a mangiare un gelato, a fare una passeggiata senza pensare che sto perdendo tempo e che dovrei preparare 465 esami.
E magari potrei anche avere una vita sociale.

 

Ma non è questo il momento, giusto? Ora devo studiaredormire il giusto, programmare ogni giornata meticolosamente. Che poi, forse è anche meglio così.
Se non vivessi in questo continuo caos non riuscirei ad accettare i giorni come questo: una domenica di fine aprile buttata sul divano a pensare a un futuro che che sembra lontano e irraggiungibile mentre sono solo io ad essere troppo pigra.

 

E noi che si fa? Studiam, studiam!

Oggi è sabato.
E pensare che un tempo amavo questo giorno della settimana più di qualsiasi altra cosa. Svegliarsi tardi, fare colazione con calma (o anche solo fare colazione basterebbe), la tv, il riposino pomeridiano, i film la sera. Era tutto bellissimo, ma da un paio d’anni, come ho già detto qui, è ansia, che aumenta sempre più in vista della sessione estiva.

E’ per questo che stamattina mi sono svegliata così

WhatsApp Image 2017-04-22 at 12.58.12.jpeg

E no, non è normale che il sabato mattina, appena sveglia mi perseguitino i dialetti francesi, assolutamente no.

Eccoci qua, siamo arrivati, è quel periodo. Avete presente quando le strade sono deserte, le biblioteche affollate, le app cancellate dai cellulari e i gruppi di whatsapp silenziati?
Avete presente quando parlate a un ventenne e lui vi risponde ringhiando, o quando il sabato sera nei pub vedete più occhiaie che persone?
Bene, allora benvenuti nella fantastica sessione estiva.

200.gif
Le lezioni sono quasi finite, le giornate diventano (o almeno dovrebbero) più calde, un raggio di sole entra dalla finestra e illumina pagina 145 di 300 del mio libro di francese, che immagine romantica…
La sessione estiva è il male, seriamente. A metà giugno vedo la gente andare al mare, divertirsi, andare a ballare e io sono alla mia scrivania a studiare i paradigmi.
A questo punto direte “Hai scelto tu di iscriverti all’università”, o santa pace, avete ragione.
Questo non fa altro che deprimermi ancora di più perchè non solo mi aspettano tre mesi di clausura mentre fuori il mondo è felice, ma non posso neanche lamentarmene.

Ci sono quei momenti in cui la vita ti sembra veramente bella.

Avete presenti quei momenti in cui sembra perfetta negli aspetti più sottili, nelle sfaccettature più nascoste. Quei momenti in cui il mondo sembra girare dalla tua parte, almeno per una volta, almeno per un po’.

03d0eb7735cbf3c1007a9a7d777ea986.jpg

 

Quegli istanti che magari, dopo un paio di giorni dimentichi anche, però ora no, ora ci sei dentro, ora li vivi appieno, ne trai boccate d’ossigeno per tutto ciò che verrà dopo.

Quei piccoli momenti, quelle piccole persone, quelle piccole cose che ti alleggeriscono l’anima, che ti fanno dimenticare le bruttezze della vita.

A volte la vita può essere veramente bella, a volte lo è sempre.

IL RITORNO.

Dopo mesi che sembrano anni (almeno a me) sono tornata.
Sono tornata sempre uguale, più o meno.
Con qualche chilo in meno sulla bilancia, e in più nel cuore.
Con qualche CFU in più sul libretto universitario e qualcosa in meno nella vita. Nessuna mancanza assurda, sia chiaro, è solo questione di pulizia, di “eliminare il superfluo”.
In piena crisi da metà sessione, al terzo mese di studio matto e disperatissimo, quando qualsiasi cosa sembra più allettante che studiare, eccomi qui.

Adesso parlo io. Non che ci sia molto da dire, o almeno, forse due- tre cose ci sono, ma non corriamo.
Dicevo, per ora sono sommersa dai libri, da novembre studio ininterrottamente per riuscire a dare più esami possibili, sempre a novembre ho cominciato il tirocinio che mi tiene occupata tutti i pomeriggi, cinque giorni su sette, dalle 15:00 alle 19:00; poi la famiglia, gli amici, altro ( di cui forse un giorno parlerò), e poi ancora i mille impegni, il diventare grandi che sfianca, la stanchezza, il senso di solitudine la sera, quando finalmente ti metti a letto e la mattina quando pensi “Eccola qui, un’altra giornata identica alle altre”.  

  • Svegliati
  • Fai colazione velocemente che il tempo di sbadigliare e sei già in ritardo
  • Studia, studia, studia
  • Pranza velocemente
  • Scappa al tirocinio
  • Torna a casa
  • Dormi, domani devi svegliarti presto

Sempre così, tutti i santi giorni, non una pausa, non un momento di riflessione, vedere gli amici un paio d’ore il sabato sera, la palestra (o qualsiasi altra cosa che faccia smuovere un po’ la mia ciccia) solo con il binocolo; e poi la famiglia, che non vedo quasi mai (domenica ho visto i miei nonni dopo due mesi). E tantissime altre cose che non sto qui a dire (ad esempio il problema estetista).
Si dai, in fondo siamo grandi, ci sta non avere tempo di respirare, arrivare talmente distrutti la sera che, ad un appuntamento romantico al cinema ti cala l’abbiocco che Bella addormentata levate.

Ci sta anche scordarsi le cose, avere crisi di panico improvvise, convivere con l’ansia e preferire una serata sotto le coperte a guardare qualche serie tv a una serata in discoteca. E’ tutto così maledettamente giusto che me ne vergogno.
1df1c8cf7473084ae30efa0bc66d29ee.jpg

Comunque, in questo mare in tempesta che per ora chiamo vita, ho il desiderio, o forse addirittura il bisogno di scrivere qui. Di confessarmi con perfetti sconosciuti, o solo con un computer, dei miei drammi, i miei casini, i miei sbalzi d’umore, la mia voglia di vivere e fare cose che dopo dieci minuti si trasforma in un “lasciatemi qua, io il letto non lo mollo!”

E poi ci sono così tante cose che vorrei fare, da qualche settimana ormai vorrei cominciare un bullet journal, fare una lista di libri da leggere (l’ultimo libro l’ho letto a ottobre, penso), caricare nuove canzoni sul cellulare, comprare qualche vestito carino, fare i capelli, mangiare più sano e fare più attività fisica.
Vorrei anche parlarvi di quell’esperienza strana che a quanto pare si chiama tirocinio, di una persona speciale, di nuovi sentimenti.

Insomma, giusto di due- tre cose.

7ca8679e078b5647c28e87e0e572e534.jpg

Dicono che cambiare sia un bene, penso abbiano ragione, un cambiamento, che derivi da una delusione o no, non può che essere positivo. Cambiare aria fa bene, fa bene provare cose nuove, buttarsi in nuove emozioni e probabilmente fa bene anche soffrire.
Fa bene perchè vuol dire vivere, ed è giusto così.

Vi ho già riempiti abbondantemente di parole inutili.
L’unica promessa che posso fare è quella di tornare a scrivere qui il più presto possibile, non per farvi sapere i miei fatti, ma perchè ne ho seriamente bisogno.

Tu.

Quell’abbraccio, il tuo abbraccio, rende tutto più bello. 

È che sei tu, che hai quel modo di fare calmo, che sorridi anche quando ti va tutto storto e che pensi sempre prima agli altri e poi a te stesso.

È che hai quei difetti, che poi sono proprio le cose che mi piacciono di più di te, sono quelle cose che ti rendono così, perfetto per me.

Sei quei messaggi che mi mandi alle due di notte e i “fatti sentire quando arrivi a casa” che mi fanno sentire meno sola, nonostante la lontananza.

È che sei tu e nonostante tutto, le lotte, i litigi, le battaglie, io ti sceglierei comunque tra tutti.

Bisogni

Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia accanto, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia, con lo sclere pre-ciclo e con quello post.

tumblr_nrf5v3143w1sbitwxo1_400.gif

Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che ogni tanto ci dica che ci vuole bene, che sappia quando abbracciarci e che ci mandi a fanculo nel momento giusto, ma che poi venga riprenderci; abbiamo bisogno di qualcuno che sappia di cosa abbiamo paura, cosa ci infastidisce e quale cibo ci fa tornare il sorriso.

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che andrà tutto bene, anche se non andrà bene, che ci chiami la mattina come se si fosse svegliato con quel pensiero e che la sera non voglia andare a dormire perchè non vuole perdere neanche un minuto insieme.

tumblr_nzbexp3zGQ1u2twono2_500.jpg

 

Abbiamo tutti bisogno di una persona che siamo sicuri sia lì per noi, pronta ad ascoltare dubbi, paure, o anche solo quello che ci è successo durante la giornata.
Abbiamo bisogno di quella persona che vorremmo ascoltare tutto il tempo, il cui tono di voce è una spanna sopra tutto il resto, melodia e bellezza.

 

Tutti noi abbiamo bisogno di quella persona.

Incontri scontri

L’altra sera, una di quelle sere di fine estate, quando cerchi di dimenticare l’ansia che ti sta mangiando vivo, quando non hai un cazzo per la testa, ma allo stesso tempo sei pieno di pensieri, mi sei capitato davanti, per sbaglio, questa volta un vero sbaglio, non come tutte quelle volte che “per sbaglio” ci siamo incrociati. 

Sei cambiato, come me del resto, voglio dire, sono passati due anni dall’ultima volta in cui ci siamo visti,dall’ultima volta in cui ci siamo parlati, dall’ultima volta in cui il mio cuore ha battuto fortissimo, non si è mai ripetuta quella sensazione sai? Quella sensazione di benessere e di paura, quella sensazione che provavo solo con te. 
Non si è ripetuta neanche stasera, o almeno, non del tutto. È chiaro che avrai sempre un piccolo spazio nel mio cuore   (o nella mia testa), è chiaro che sei stato il mio primo “vero amore” ed è chiaro che come te ce ne sono pochi; ma è anche chiaro che ne è passata di acqua sotto i ponti, ne sono passati di ragazzi, finti amori e amanti di una notte, sono passate paure, speranze, delusioni, emozioni che dovevamo vivere insieme, ma che ho vissuto da sola.

No, non è un rimprovero, nessuno aveva realmente detto che avremmo dovuto affrontare tutto insieme, nessuno aveva detto che avrei sofferto così tanto, nessuno aveva detto che ci avrei sperato con tutto il mio cuore, ma nessuno mi aveva neanche detto che tu non ci saresti stato. 

Così eccoci qui, due strade che si sono incontrate per un periodo troppo breve, che si, probabilmente rivivrei solo per riprovare un’ultima volta quelle emozioni che provavo solo con te.