13 Reasons why

  • Serie tv
  • Durata: 26 episodi
  • Cast:  Dylan Minette, Kate Walsh, Katherine Langford
  • Ideatore: Brian Yorkey

La Liberty Hight School è scossa dal suicidio di una studentessa, Hannah Baker, che prima di togliersi la vita lascia delle audiocassette nelle quali spiega i 13 motivi del suo suicidio.
Chi ha ucciso Hannah Baker?


 

A distanza di una settimana dall’uscita della seconda stagione e dopo essermi ben schiarita le idee ho deciso anche io di scrivere su questa serie che ha destato varie polemiche.
Già dalla prima stagione infatti vengono trattati temi delicatissimi, come la violenza sessuale, il suicidio e il bullismo in modo molto schietto (i registi non hanno evitato di tagliare o lasciar intendere altro durante le varie violenze), addirittura tantissimi sono stati i casi di suicidio tra ragazzi americani a seguito della prima stagione.
La seconda così comincia con i dovuti avvertimenti,  oltre al richiamo al sito di supporto per i giovani che vivono tutti i giorni l’incubo che i protagonisti della serie raccontano.

E’ una serie di forte impatto, che lascia allo spettatore con un senso di impotenza e quasi anche un senso di colpa, perchè tutti siamo stati bullizzati, violentati, derisi, denigrati almeno una volta nella nostra vita e forse anche più di una volta abbiamo assistito inerti ad atti del genere, da qui quel senso di impotenza e turbamento che prende alla fine di ogni episodio che racconta, minuto dopo minuto, i drammi dei giovani alunni della Liberty Hight.

E’ una serie tv che fa riflettere, che una volta finita ti senti un po’ cambiato, un po’ vuoto, un po’ più solo ma allo stesso tempo è una serie che deve servire come spunto perchè le violenze, il bullismo, la sofferenza siano sempre meno, scompaiano.
Ve la consiglio vivamente se avete lo stomaco per riuscire a seguirla (ripeto, ci sono scene veramente forti) e nel caso in cui foste in situazioni del genere è consigliato seguirla in compagnia e magari rivolgersi a centri specializzati, ad amici o genitori, perchè il suicidio non è mai la soluzione.

 

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐⭐
Consigliato: Assolutamente si

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Infinity War

  • Film
  • Durata: 149 minuti
  • Cast:  Robert Downey Jr, Chris Evans, Scarlet Johnsson
  • Regia: Anthony Russo, Joe Russo

La terra è da lungo minacciata da Thanos, un titano che sta raccogliendo le cinque pietre che risalgono alla creazione dell’universo e che sono ben custodite dagli Avengers. 
Il titano ha un piano, riequilibrare l’universo dimezzandone la popolazione, ma gli eroi che conosciamo e che abbiamo seguito in questi dieci anni si uniranno provando a fermarlo.


Per gli appassionati questo è il film evento dell’anno.
Tutti gli eroi che in dieci anni ci hanno fatto compagnia sul grande schermo ora si riuniscono in un’unica grande battaglia finale, quella che si aspettava dal primo Iron Man, che poi si stava per rivelare nel primo Avengers e che era in sospeso da anni.
Finalmente li vediamo tutti insieme, Iron Man, Doctor Strange, Captain America, i Guardiani della Galassia, tutti insieme per combattere un unico grande nemico.

Fantastici i richiami ai film precedenti, fantastico vedere come nonsotante siano tutti insieme, i vari personaggi mantengano il loro modo di fare (che poi va a caratterizzare l’intero film individuale). Così i Guardiani della Galassia con la loro ironia vanno a combattere vicino al serio Doctor Strange e Thor combatte accanto Block panther creando un’unica grande forza.

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐⭐
Consigliato: Assolutamente si

Per farvi un’idea dell’epicità, qui c’è il trailer.Prima-visione-Avengers-Infinity-War.jpg

Il problema della mia generazione

Il problema della mia generazione è questo delirio di onnipotenza, come se ogni cosa gli fosse dovuta, come se ogni cosa debba essere fatta apposta per loro.
Il problema della mia generazione è l’eccessiva sicurezza in se stessi che porta in molti a sentirsi talmente furbi, svegli, sagaci da potersi permettere il lusso di prendere in giro gli altri propinandogli falsi miti e storie di fantascienza per far fare quello che alla fine interessa a loro, in modo che il loro tornaconto sia ok. Allora via con le bugie per estorcere la verità, con le menzogne per ottenere qualcosa, con le cazzate per avere un briciolo di popolarità.
Non è vero niente, eppure loro vivono nell’illusione di essere migliori, di poterlo fare, anzi si sentono quasi in diritto di prendere per il culo gli altri, di asservirli al loro “potere”.

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Il problema della mia generazione è l’insicurezza mascherata da sicurezza, è il bisogno di mostrare che si è meglio, che si fa l’università più difficile, il lavoro più pesante, come se veramente alle persone intelligenti importi qualcosa di tutto ciò.

Il problema della mia generazione è la noncuranza riguardo tutto, piccole e grandi cose. Che sia un fermaglio per i capelli o un amico ha poca importanza, a prescindere, entrambi, non verranno trattati come meritano.
Il problema della mia generazione è la mancanza d’ affetto, o meglio, la mancanza di un tipo di affetto talmente particolare che probabilmente non esiste, eppure lo cercano tutti in qualsiasi cosa, in qualsiasi persona, come se fosse scontato.
Il problema della mia generazione è la comunicazione, a volte non ci si riesce a capire per niente e si finisce col preferire un’emoji emozionata ad un abbraccio.

Il problema della mia generazione è il contatto fisico, o tutto o niente. Perchè se mi abbracci mi ami, se non lo fai sei uno stronzo.
Il problema della mia generazione sono le vie di mezzo, che non esistono, non ci sono. O è bianco o è nero, o è bello o è brutto, o è troppo santa o è una troia.

Il problema della mia generazione è la compostezza, perchè devi essere di bell’aspetto, mai fuori dal coro, mai quel tanto in più, mai quel tanto in meno.

Il problema della mia generazione è la povertà d’animo, che tra tutti i problemi  è probabilmente il peggiore. L’essere vuoti come vasi, con l’eco del dolore che ci è stato procurato che rimbalza tra le pareti del nostro corpo, che vorrebbe uscire in un urlo che rompa il muro del suono ma che si limita a rimbalzarci nello stomaco.

Il problema della mia generazione è che è veramente piena di problemi e invece di risolverli passa le giornate su Facebook.

On My Block

  • Serie tv
  • Durata:  10 episodi
  • Cast:  Sierra Capri, Jason Genao, Brett Gray, Diego Tinico
  • Produttore: Jamie Dooner, Robert Sudduth, Hal Olofsson

Monse, Cesar, Ruby, Jamal e Olivia sono cinque adolescenti che vivono in un quartiere malfamato di Los Angeles e che devono fare i conti con l’adolescenza in un mondo diverso dal normale, fatto di sparatorie e rapine, ma nonostante ciò sono semplici ragazzi, semplici quattordicenni che vogliono crescere e lo fanno attraverso i problemi che tutti viviamo e abbiamo vissuto, a prescindere dall’ambiente in cui ci si trova.


 

Dico la verità, ho cominciato questa serie senza troppe aspettative, la guardava come passatempo più che altro, ma arrivata più o meno a metà me ne sono totalmente appassionata, ho cominciato ad amarla talmente tanto da dispiacermi, piangere e ridere insieme ai protagonisti della serie.
Tutti siamo stati adolescenti e tutti possiamo capire quanto sia difficile come fase quella che va dai dodici ai diciassette/diciotto anni, e probabilmente è proprio per questo che ci si appassiona così tanto alle storie dei personaggi di questa serie, perchè ci rivediamo in loro, in un Ruby genio totale, in Jamal, il nerd della situazione, o in Olivia, la bella e matura, tutti ci rivediamo nei personaggi perchè si basano sulla verità, ma con un’eccezione. Quanto è difficile essere adolescenti in un mondo fatto di droga, rapine e sparatorie, quanto sembrano inutili i problemi degli adolescenti a confronto?

VI consiglio questa serie, dieci puntate emozionanti che vi faranno rivivere i momenti dell’ adolescenza (anche se nessuno vorrebbe riviverla) e vi lasceranno la malinconia verso quel periodo in cui l’amicizia era sincera e la speranza nel futuro vera.

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐∴
Consigliato: Si

Qui per il traileron-my-block-cinematographe.jpg

L’alienista

 

  • Serie tv
  • Durata: 10 episodi
  • Cast:  Luke Evans, Daniel Braühl, Dakota Fanning
  • Soggetto: Caleb Carr

Nella New York del 1898 il Dr. Kreizler si ritrova a dover esaminare e indagare su una serie di omicidi con l’aiuto dell’amico illustratore John Moore e di alcuni membri del dipartimento di polizia.
Il modus operandi dell’assassino è sempre lo stesso, prelevare giovani fanciulli dalla case di prostituzione, portarli in luoghi appartati e sventrarli.


Una serie tv thriller, un’ambientazione nell’ottocento, un cast da paura, una storia altrettanto da paura, questo è il mix perfetto per una serie che vi terrà incollati allo schermo dal primo all’ultimo minuto in un susseguirsi di eventi ed emozioni talmente estremo che ne uscirete devastati ma felici.
Tantissimi i temi trattati nella serie, molti di grande rilievo, come la battaglia delle donne per la parità dei sessi, la prostituzione minorile in favore dei grandi della città, lo scetticismo verso la nuova scienza (la psicologia) che stava nascendo.

Ma perchè “L’alienista”? come viene spiegato all’inizio di ogni puntata, nell’ottocento i pazzi venivano considerati come alienati dalla ragione e da qui chi li curava o ne studiava i problemi veniva chiamato Alienista.

Una serie che vi consiglio vivamente, una serie fuori dai soliti schemi che unisce il thriller al romanticismo, l’antico e il moderno in un mix che vi toglierà il fiato.

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐⭐
Consigliato: Assolutamente si

Qui per il trailer che ho trovato solo in inglese (sono un’incompetente)74698_ppl.jpg

Rinascere dalle ceneri

In questi giorni ho riflettuto tanto su talmente tante cose che non le ricordo neanche tutte.
Ho mangiato salutare, ho dormito di più, ho fatto yoga e ascoltato buona musica (o almeno buona per me).
Ho deciso di isolarmi per un paio di giorni, di allontanare le persone per un po’, non perchè non le amassi abbastanza, anzi forse il contrario.

Pochi mesi fa ho vissuto uno dei periodi più difficili della mia vita, mi sono ritrovata sola, anzi, mi hanno lasciata sola (se non quei quattro fedeli amici, che Dio li benedica), così da un po’ ho deciso di dedicarmi esclusivamente a me stessa, a stare bene e devo dire che non è stato facile, soprattutto perchè per stare bene con te stessa devi chiudere con il passato, con tutto il passato, dall’ultimo ragazzo che non hai mai capito, alla prima cottarella che continui a non capire (“ma come faceva a piacermi?!”).

Così ho cominciato a pensare e sapete? Pensare a volte fa male, veramente male. Vi lascia un dolore proprio in mezzo al petto, una cosa lancinante che ti domandi come e quando è arrivata, però è lì e diventa insopportabile, ti schiaccia l’anima e tu automaticamente diventi intollerante a tutto e a tutti; così rispondi in modo sgarbato, litighi con tua madre, con la tua migliore amica, persino con te stessa a volte.
E’ stato per questo motivo che ho scelto la solitudine per un paio di giorni, non perchè volessi scappare ma perchè volevo capire, volevo chiudere definitivamente, volevo svoltare.

Così ho pensato, pensato e pensato, ho pensato talmente tanto da non riuscire a prendere sonno la sera, perchè il mio cervello voleva essere attivo, voleva capire come, quando è successo, quando mi sono persa.
Ho riflettuto su chi mi è stato intorno in questi anni, su chi mi sta attorno ancora adesso, ho riflettuto sulle falsità, su tutte le bugie, le ho esaminate a una a una “Sei unica” “Non c’è più niente tra noi” “Ti ho cercata perchè mi faceva piacere sentirti” “Andiamo a quell’evento che mi sembra davvero interessante“, bugie dette a me forse per autoconvincersi che sia realmente così.
Ma perchè? Perchè non volete guardare in faccia la realtà? Perchè non mi avete mai detto “Con te mi trovo bene ma nel frattempo esco con altre tre ragazze” “Sono ancora perso di lei ma so di non avere speranze quindi mi illudo di poter andare avanti con la mia vita” “Ti ho cercata perchè volevo chiederti un favore” “Andiamo a quell’evento perchè c’è la ragazza che mi piace con la quale non ho alcuna possibilità ma ci sbatto la testa comunque perchè voglio rovinarmi la vita per poi venire a lamentarmene con te“, perchè non me lo avete mai detto? Perchè avete lasciato che quel dolore al petto mi schiacciasse, mi annientasse, perchè avete lasciato che lo capissi da sola, che soffrissi, che mi chiudessi in me stessa, che facessi preoccupare le mie amiche con le mie risposte da psicopatica, perchè avete fatto gli stronzi?

Perchè mi avete sempre guardata dall’alto? Come se aveste il diritto di giudicare ogni mia azione, ogni mia reazione, che a prescindere poi, era sempre sbagliata.
Chi vi ha dato il diritto di sentirvi meno merde di quanto siete?
Perchè avete il coraggio di criticare gli altri ma non avete il coraggio di guardare in faccia la realtà?
Di vedere che tu sei un puttaniere, che tu fai da cane a una che non ti toccherebbe neanche con il dito di un’altra, che tu sei un opportunista e che tu sei un malato di attenzioni?
Chi vi da il diritto di criticare le scelte altrui come se le vostre fossero sempre migliori? Come se tradire, mentire, sfruttare, scappare sia meglio che affrontare la realtà.

Come se parlare alle spalle dei proprio migliori amici sia giusto, vi rendete conto di quanto fate schifo?

Quindi ho riflettuto talmente tanto che ad un certo punto, non so di preciso quando, ma tutto mi è apparso più chiaro e l’ho capito.
L’ho capito che ho solo perso tempo con voi che mi avete nella vostra vita come l’Arbre Magique in macchina, come un accessorio da guardare ogni tanto, ormai vi siete abituati alla sua presenza ma allo stesso tempo non ve ne frega più di tanto se si scolorisce al sole e poi, magari, tra un paio di mesi lo cambierete con uno nuovo, magari che profuma di mango e papaya.

Ho capito che io alla fine nelle vostre vite servo solo per abbellire, perchè oggi non conta quanto sei sincero, ma con quante persone ti fai vedere in giro quindi “più siamo meglio stiamo“.
Ma no, io ho quattro amici fidati, quattro amici ai quali non ho mai voltato le spalle, con i quali i problemi li risolvo parlandone direttamente, non sparlandone con altri, quindi no, io non sono l’accessorio nella vita di nessuno e mi dispiace che abbiate pensato ciò di me, ma da ora potete anche cominciare a cercare un nuovo Arbre Magique per coprire la vostra puzza di stronzi, perchè io me ne tiro fuori.

Sono tornata.

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Dieta per lo studente, esiste?

Tra qualche mese comincerà ufficialmente l’estate, ma i più temerari hanno cominciato a mettersi a dieta a gennaio.
Per chi studia, una dieta solo insalatine non è proprio il massimo perchè è una malattia comune quella di stare a casa e mangiare il mondo (cosa più cosa meno), così può la fame ossessiva dovuta dallo stress/nullafacenza aiutare lo studente e magari mantenerlo anche nei confini regionali a livello di linea?
Sottolineando il fatto che io non sono una nutrizionista posso consigliarvi cosa ha aiutato me durante la sessione, in genere mi riferisco agli spuntini (che durante la sessione variavano da tre a cinque giornalieri).

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  • Colazione: vi aspetta una giornata (che sia di studio o no ha poca importanza) e dovete essere carichissimi.
    Per cui si a tutti gli zuccheri naturali che non vi saziano sul momento e poi vi fanno morire di fame, quindi frutta, yogurt, miele, marmellate, latte e cereali vanno tutti bene per cominciare alla grande.
  • Metà mattinata:  a metà mattinata dovete solo tamponare la fame, se avrete fatto una buona colazione il languore sarà minimo. In questo caso andrebbe benissimo una barretta ai cereali, uno yogurt (nel caso in cui non lo aveste mangiato a colazione) o un frutto, giusto per evitare di arrivare a pranzo con una voragine al posto dello stomaco.
  • Pranzo: cosa essenziale in questo caso è non appesantirsi per evitare l’abbiocco post pranzo.
    Per cui ok alla pasta ma non in quantità eccessive (se poi è integrale meglio ancora).
    Se non volete la pasta potreste optare per un’insalatona con pomodori e carne (le proteine sono essenziali) accompagnate da pane, crackers o gallette.
    Ovviamente in questo caso potreste anche permettervi un piccolo peccato di gola con del cioccolato (quello fondente aiuta la concentrazione e a rimanere attivi).
  • Merenda: a metà pomeriggio staccate un attimo e fate un’altra pausa cibo. Optate per la frutta con una bella mini-macedonia o un frullato, gli zuccheri sono essenziali per combattere la stanchezza e potreste aggiungere anche del riso soffiato, della frutta secca (noci soprattutto) o cereali.
  • Cena: la giornata è finita e per concluderla in bellezza concedetevi un buon secondo, che sia di pesce o carne con contorno di verdure.
    Prima di andare a letto vi consiglio una tisana depurativa o relax, che aiuta a digerire e rilassarsi in modo da poter riposare bene.

Santa Clarita Diet

  • Serie tv
  • Durata: Due stagioni, 20 episodi
  • Cast:  Drew Barrymore, Timothy Olyphant, Liv Ewson
  • Ideatore: Victor Fresco

    Santa Clarita è un quartiere tranquillo in cui non succede mai nulla, Sheila, Joel ed Abby sono una famiglia come tutte le altre, i genitori agenti immobiliari, la figlia un’adolescente ribelle ma tutto è destinato a cambiare quando la madre (Sheila) diventa una non-morta che si ciba solo di carne umana.


Una serie sugli zombie completamente fuori dagli schemi, ricca di ironia, sarcasmo e anche un pizzico di black humor.
Una donna che per sopravvivere deve uccidere altri esseri umani coperta e aiutata dal fedele marito e dalla figlia. I tre, insieme al vicino di casa si ritrovano a fare i conti con questa realtà del tutto diversa che li farà piombare in un’avventura dietro l’altra uscendo dai soliti schemi della routine.
A condire questa serie ironica tantissime guest star a partire da Garry, interpretato da Nathan Fillion per finire con Bob Jonas, interpretato da Ryan Hansen.

Una serie tv originale Netflix che va contro le solite storielle e si re-inventa in qualcosa di nuovo che unisce il Fantasy all’ironia, un ottimo scaccia pensieri per passare mezz’ora a ridere.

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐⭐
Consigliato: Si

Il trailer lo trovate qui!santa-clarita-diet.jpg

Metodi di studio o semplice suicidio?

Sopravvivere alla sessione è un’impresa da veri eroi, ma chi più chi meno ne escono tutti (vincitori o vinti ha poca importanza), per farlo al meglio ci si può basare su un piano di studio dettagliato magari attuando qualche metodo particolare.

 

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  • Dividi i giorni che hai a disposizione, così facendo saprai quanto devi fare in un giorno e di conseguenza saprai regolarti anche sulla tua vita sociale (da tenere molto in considerazione)
  • Leggere e sottolineare, utile se si ha una buona memoria fotografica, inutile se si è un semplice essere umano, ma a noi non importa e lo facciamo lo stesso perchè la pigrizia vince sempre. Come fregare la pigrizia? Fare un giro di lettura con annessa sottolineatura (che deve durare poco ovviamente) ogni volta che si finisce un paragrafo fare uno schema lineare e semplice che riassuma e raccolga i concetti chiave in modo da poterlo guardare nella fase di ripetizione
  • Riassumere, potrebbe essere utile in un secondo momento. Dopo il round di lettura e sottolineatura riprendete da capo cercando di memorizzare e comprendere bene i concetti, in questa fase ovviamente dovrete anche cominciare a ripetere e utile potrebbe essere riassumere per iscritto.
    Ogni volta che finite un capitolo chiudete il libro e riassumete tutto ciò che ricordate, scrivere aiuta tantissimo a memorizzare per cui potreste anche fare questo lavoro più volte anche pochi giorni prima dell’esame.
  • Tecnica del pomodoro, si basa sull’idea di studiare facendo delle brevi pause, in genere ogni 25 minuti è prevista una pausa di cinque minuti e ogni quattro “pomodori” ne è prevista una da un quarto d’ora. Questa tecnica è buona per chi si stanca facilmente in modo da concentrare tutta l’attenzione in venticinque minuti e fare delle adeguate pause.
    Io non l’ho mai usata perchè fare una pausa di cinque minuti mi distraeva eccessivamente e finivo sempre per fare venticinque minuti di pausa e cinque di studio, questo dipende da voi.
  • Registrarsi e ascoltare, sono pochi quelli che la trovano una tecnica utile, ok che ascoltarci costantemente può aiutarci a memorizzare determinate cose ma la percentuale di elementi memorizzati sarà veramente minima.
    In molti dicono “Memorizzo una canzone perchè non posso memorizzare anatomia?” magari perchè anatomia non ha una base musicale e la canzone non ha concetti da comprendere ma solo parole da memorizzare, magari.
  • Post-it e colori, anche questa è una cosa molto soggettiva, ad alcuni sale il panico nel vedere una pagina piena di colori, per altri è utilissimo.
    Per quanto riguarda i colori potreste usarli per dividere i vari argomenti, del genere: argomento 1 in blu, argomento 2 in rosa ecc., in modo tale da poter collegare il tutto più facilmente.
    L’importante è non usare troppi colori in una pagina perchè non ci vuole niente a passare da studente in crisi a studente con riassunto Desigual.
    I post-it invece potrebbero essere utili per segnare (con annessa spiegazione ovviamente), i concetti che non vi sono chiari, in questo modo potrete trovare subito la spiegazione.

 

Metti la nonna in freezer

  • Film
  • Durata: 100 minuti
  • Cast:  Miriam Leone, Fabio De Luigi, Barbara Bouchet, Martina Rocco
  • Regia: Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi

Claudia è una giovane restauratrice che riesce a tenere aperta la sua azienda solo grazie alla pensione della nonna, ma la situazione si complica quando l’anziana muore, così la nipote appoggiata dalle due amiche e colleghe decide di occultare il cadavere nascondendolo sotto i tortellini nel freezer per poter continuare ad incassare la pensione.
Simone è un finanziere incorruttibile che dopo il matrimonio finito passa la vita a progettare piani e sventare evasori fiscali.
I due si incontrano per caso e lui si innamora follemente di lei che per nascondere il crimine che sta commettendo decide di iniziare una strana relazione fatta di sotterfugi e bizzarri travestimenti.
Riuscirà l’amore a trionfare sulla criminalità?


Se tra voi c’è chi ama il black humor questo è il film che fa al caso vostro!
Una nonna morta nascosta sotto i tortellini congelati, una giovane che deve riuscire a non morire di fame, un finanziere in fissa con la legge e due amiche pronte a spalleggiare (ma non troppo) l’amica, questi sono gli ingredienti di questa “black commedia” tutta italiana.

Finalmente il cinema italiano esce fuori dai semplici e ormai banali schemi della commedia e approda nel mondo del black humor, un humor più cattivello e sottile ancora inesplorato; il risultato è veramente ottimo, nonostante il giudizio del pubblico non del tutto concorde (in molti probabilmente si aspettavano ancora la commediuccia stile Massimo Boldi), finalmente c’è qualcosa di diverso al cinema.
La trama è stata sviluppata abbastanza bene e nulla viene lasciato al caso, al contempo c’è un tocco di leggerezza che sorvola l’intera pellicola donandogli quello stile spiritoso anche nei momenti che dovrebbero essere più pesanti (ricordiamoci sempre che è una commedia, se avessi voluto piangere sarei andata a vedere Io e Marley).

Nonostante non me ne intenda alla perfezione, mille minuti di applausi alla fotografia perfetta, scena ritagliate benissimo all’interno del contesto e cambi immagine degni di nota!

Se volete guardare qualcosa di diverso questo è quello che fa al caso vostro!

Voto incompetente: ⭐⭐⭐⭐∴
Consigliato: Si
Qui il trailer

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